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Articolo casuale


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linkiostraio categoria poesie

Spira


Spira, la muta in strisce nel suo cambio

Sognagli oscillano e non c’è scambio

Occhi ipnotici sul tuo punto di vista

Che mi vuole preda e non protagonista

 

Biforcuta lingua assaggia aria acida

Equilibrista nuda, contorsionista madida

Mascella elastica che il corpo mastica senza ingoiare

Prendo a misura chi non pesa il mio valore

 

E divento rapido, lavico, venefico e dinamico

Affondando zanne di torpore afasico

Amaro liquido, dolore tossico

Ribolle il sangue in un tempo minimo

 

Spira è la mia danza, Spira è la sostanza

Spira è la sembianza che t’incanta

È riflessione di scaglie lucide

Istantanea del minuto che ti resta da vivere

 

Oroboro nero, prezioso monito

Errore di valutazione, ultimo battito

Tesoro maledetto, scatto fulmineo

Di me che sono animale non domestico

 

Testa sott’acqua rompe il polso che la schiaccia

Così è la cortesia che si eleva a minaccia

Serpente circolare oscura il sole mentre caccia

Pericolosa essenza del pericolo che incarna

 

È la politica del sangue freddo

Com’è la Spira nel freddo inverno

Come il mio siero sotto al tuo sterno

Sono l’involucro del tuo sconcerto.

linkiostraio categoria poesie

PrecipitAzioni


Crollano nuvole dal cielo
Per il peso insostenibile d’un singolo pensiero
Gravità e veliero in discesa accelerata sulla rotta ormai tracciata
Nel tramonto di giornata.

Sbuffano venti sul sentiero
Alitando nel crepuscolo polvere e mistero
Manto di fuliggine dispone le sue tessere nell’essere malessere
In questo scempio nero.

Oltre l’orrido, picchiata verticale dentro al brivido
Viola com’è viola ogni mio livido
Stabilmente in bilico al centro del pericolo
Io non mi preoccupo se mi si arresta il battito.

Fuggo dalla Luna che si scioglie nelle voglie liquefatte
Fuggo da rimpianti, da commenti e frasi fatte
Fuggo dalla voce che rimbomba per spezzare la ragione
Incontrastata di chi parla per parlare.

Spingo tutto il peso del mio corpo verso il baratro
Oggi come ieri siamo a corto di Miracolo
Lascio le pedine sopra al tavolo e madido, gravito
Contro ogni ostacolo.

Le costellazioni, il cosmo e l’atmosfera
Brucian troppo in alto per vederne la bandiera
E’ verso terra la mia guerra, una discesa intera
Nucleo di elettroni che mi scalda ancora.

Negativamente, negativa gente, negati fa niente
Tanto la tua assenza si compensa facilmente
Sotto una lente ti rendi grande
Sei come tutti, di carne e sangue.

Ma le parole lasciale, non le sai scegliere
Non le puoi scrivere da quando ho maledetto il tuo discorrere
E assomigli tanto a un girotondo
Che col suo loop ha imprigionato ogni secondo

Del mio tempo, in un limbo, in un lampo, ma ora schianto
Ogni cosa si ripeta attorno al mio feroce canto
Distanziandoti come nuvole nel cielo
Pronte a crollare per il peso d’un singolo pensiero.

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Scintille scalze danzan nella polvere


Fuoco dalle fiamme dell’inferno
Mi ha scoperto, lo scoperchio

Losco cerchio, marchio aperto

L’occhio lucido disgela questo inverno
Gambe fan da perno, lancio fuoricampo

E non mi fermo e non mi guardo indietro a salutare

Nella mia mano tengo stretta la promessa 

In tasca la fiaschetta della consapevolezza 
I sogni in testa, piedi verdi di speranza

Qui non si aspetta la ricetta per nutrirsi di miracoli

I giorni sono viscidi tentacoli

Che danzan tra le gambe come gatti neri 
Togliendo luce a tutti i miei pensieri instabili

Graffiano unghie su lavagne inestimabili

Di tutti i lividi il ricordo sinaptico

Un battito l’attimo in cui mi trovo, ma poi scopro….
Le mille meraviglie delle scelte consapevoli

Il fresco di una mente libera da ganci inutili

I brividi di vento estivo, le stelle in volo

Mentre al suolo ascolto il mondo e il suo frastuono
Riempie ogni momento, illuminandolo

Fa nascere il vento sotto le mie braccia ad angolo

E mi ritrovo nell’abbraccio naturale delle cose 

Stessa pasta del pianeta e di ogni suo colore
Ora la mia immagine riflette per riflettere

Non regala ombre ma risplende nel suo esistere

Scrivo nuove pagine, musicando idee

O semplicemente voglio essere
Oltre tutte le dinamiche

Ignorando le meccaniche

Ma sentendo il cuore battere

Mentre ammira stupito
Il sorriso di due gambe che prosegue sul tuo viso

I miei occhi accesi sull’istinto vivo

Flusso condiviso, animo smarrito

Ora concentrato sul vecchio vestito
Assorbendo le parabole

Curvo meglio e mi so flettere

Le lettere non voglion smettere di piovere

Come scintille scalze danzan nella polvere
Incapace di scommetere mi lascio vivere

Senza più decidere per quieto vivere

Le manette hanno iniziato a stringere

Ma sfilarle non è stato facile
Ora mi ricordo al tavolo col ladro d’intenzioni

I suoi occhi giuro erano buoni

Ho lo stesso sguardo allo specchio che mi brama al vetro

E di certo non ritorno indietro
Sono ancora mille le mie favole e le so trasmettere

Antenna che non smette di ricevere

Punto dritto nello spazio al di là del suolo

Stupendomi di ogni capolavoro
E riprendo a correre su un tempo ch’è indelebile

In mezzo a vita che continua a scorrere

Tuffandomi nei sogni d’un bambino

Per riemergere essendo ciò che sono
Un uomo girovago sedutosi a dimenticare

L’immenso paradiso naturale

Per sperimentare l’artificio dell’assenza

Spogliatosi della sua appartenenza
Io ti devo credere ma credimi se vuoi che creda

Le pareti cedere le sento e nasce un’altra crepa

Non sono un atleta nè un profeta o uno stratega

Provo solo a vivere la vita che mi è stata data
Parallela strada 

Ora raddrizzata

E dimenticata è servita per il tempo in cui è durata

Ora sono a casa.

140 ideas – Life Neophron


Il muro è una tela bianca per questo capolavoro d’arte urbana.

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